Usare le metriche in modo responsabile nel CV accademico (DORA e il Leiden Manifesto)
Come presentare le metriche di ricerca in un CV in modo responsabile: perché il Journal Impact Factor e l'h-index possono trarre in inganno, cosa aggiungono gli indicatori field-normalized, e cosa raccomandano DORA e il Leiden Manifesto.
Le metriche sono una scorciatoia allettante nel CV, ma si prestano facilmente a un uso improprio — e le commissioni si aspettano sempre più che i ricercatori le utilizzino in modo responsabile. Questa guida spiega quali metriche possono trarre in inganno, quali sono più difendibili e cosa raccomandano i principali framework per la valutazione responsabile della ricerca.
Perché il Journal Impact Factor è lo strumento sbagliato
Il Journal Impact Factor (JIF) misura le citazioni medie di una rivista, non la qualità o l'impatto del singolo articolo. Le distribuzioni delle citazioni sono fortemente asimmetriche, quindi la presenza di un singolo articolo in una rivista ad alto JIF dice quasi nulla su quell'articolo. DORA — la San Francisco Declaration on Research Assessment — sconsiglia esplicitamente l'utilizzo del JIF per valutare la ricerca individuale o i singoli ricercatori.
L'h-index e i conteggi assoluti hanno limiti
L'h-index e i conteggi assoluti di citazioni dipendono fortemente dal campo disciplinare e dalla durata della carriera, quindi non sono confrontabili tra discipline e penalizzano i ricercatori nelle prime fasi della carriera. Possono inoltre essere gonfiati artificialmente. Se si decide di includerli, fornire il contesto; non presentarli mai come misura autonoma del valore.
Privilegiare gli indicatori field-normalized
Gli indicatori field-normalized — come il Field-Weighted Citation Impact (FWCI) o il NIH iCite Relative Citation Ratio (RCR) — tengono conto delle differenze nei tassi di citazione tra campi disciplinari e nel tempo, risultando più confrontabili dei conteggi assoluti. Rimangono comunque imperfetti e vanno letti nel contesto, mai come unico segnale.
Cosa raccomandano DORA e il Leiden Manifesto
- DORA — non utilizzare metriche basate sulle riviste (come il JIF) per valutare i contributi individuali; valutare la ricerca per i suoi meriti intrinseci.
- Il Leiden Manifesto — utilizzare gli indicatori quantitativi a supporto, e non in sostituzione, del giudizio esperto; tenere conto delle differenze tra campi; mantenere la trasparenza su dati e metodi; evitare la concretezza fuori luogo.
Consigli pratici per il CV
- Dare risalto all'opera in sé — cosa si è fatto e perché è importante — non ai numeri.
- Se si includono metriche, privilegiare gli indicatori field-normalized e fornire il contesto (campo, finestra temporale, percentile).
- Considerare una breve descrizione narrativa dei propri contributi principali, in alternativa ai numeri o in loro accompagnamento.
- Non citare mai il Journal Impact Factor delle riviste in cui sono apparsi i propri articoli.
Metriche responsabili, per impostazione predefinita
SigmaCV è costruito intorno a questa posizione: le metriche sono disattivate per impostazione predefinita e attivabili su scelta dell'utente, privilegia gli indicatori field-normalized rispetto ai conteggi assoluti e non mostra mai un Journal Impact Factor — in linea con DORA. L'utente mantiene il pieno controllo su quali metriche, se presenti, compaiono nel proprio CV.
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Domande frequenti
Devo inserire il mio h-index nel CV?
È facoltativo e dipende dalla disciplina. Se lo si include, fornire il contesto e affiancarlo a indicatori field-normalized anziché presentarlo da solo; molte commissioni scoraggiano la dipendenza eccessiva da esso.
È appropriato elencare i Journal Impact Factor nel CV?
È sconsigliato. DORA raccomanda specificamente di non utilizzare il Journal Impact Factor per valutare la ricerca individuale, perché misura la rivista, non l'articolo.